Laboratorio ideato con Bianca Atzori, Stefania de Biasi ed Eleonora Gramegna per UNIBZ Design for Childern
Secondo questa teoria, ogni persona abita diversi livelli di spazio: dal corpo – il primo guscio – fino al vasto mondo, passando per la stanza, la casa, il quartiere e la città.
Attraverso segni, gesti e azioni nello spazio, il laboratorio invita i partecipanti a esplorare concretamente questo rapporto tra corpo e ambiente. Si parte dal disegnare la propria sagoma a terra, per poi ampliare via via lo spazio, costruendo con lo scotch e altri materiali “gusci” sempre più grandi e condivisi.
Il percorso si conclude con una riflessione collettiva: cosa accade quando superiamo i confini dello spazio personale? Possiamo immaginare un mondo più ampio, da progettare e abitare insieme?
Laboratorio ideato con Bianca Atzori per Kids Meet Apls
Le radici diventano fili che si intrecciano etrasmettono importanti messaggi, quelli delle esperienze vissute e conservano quella cheper gli alberi sembra essere la cosa più importante per la tribù, la memoria collettiva.
Le radici uniscono, così come i fili di Maria Lai ad Ulassai hanno unito un’intera comunità esi sono rivelati molto più forti di qualsiasi parola pacificatrice.
In questo laboratorio proveremo anche noi ad entrare in contatto con gli alberi che cicircondano attraverso un elaborato sistema di fili, e comunicheremo messaggi che nonavranno bisogno di parole, ma solo delle nostre mani e della nostra immaginazione.
Laboratorio ideato con Bianca Atzori per Aprile Festival 2025 e Festival Reframe 2025
• perché non porvi a scendere le scale in un modo diverso?
• come potresti NON scendere o SALIRE le scale?
• magari potresti vestire le scale?
• hai mai toccato ogni singola parte di un corrimano?
• quanti gradini ha la scala?
• quanto è alto un gradino?
• con che piede inizi a salire?
• quanti scalini sali?
• cosa c’è sotto la scala?
• hai mai toccato una scala?
• hai mai dormito su una scala?
• che rumore fa una scala?
• perché sali?
• scenderai?
Laboratorio ideato per Mai Visti e Altre Storie
Laboratorio ideato con Bianca Atzori
Attraverso quattro semplici azioni – disegnare il percorso, misurare lo spazio con oggetti quotidiani, osservare ciò che accade nel tempo e catturare le superfici con la tecnica del frottage – ogni luogo viene reinterpretato e trasformato in una mappa personale fatta di segni e percezioni.
Il kit permette di ricomporre lo spazio esplorato in una “stanza identitaria”, dove le pareti raccontano l’esperienza vissuta.
Ispirato a Specie di spazi di Georges Perec, il progetto invita a guardare ogni ambiente con occhi nuovi, trasformando l’osservazione in un atto creativo.
Laboratorio ideato con Bianca Atzori
Cosa succede quando mondi diversi si uniscono? È possibile immaginare uno spazio nuovo, dove le forme convivono e si trasformano insieme?
Progetto di tesi ideato con Bianca Atzori
Il progetto di tesi “Educare allo spazio” nasce da queste domande e propone una riflessione su come comprendiamo e abitiamo gli ambienti che ci circondano.
Attraverso tre laboratori dedicati, il progetto invita bambini e adulti a osservare lo spazio in modo nuovo, imparando a leggerne la struttura, la funzione e la relazione con il corpo. L’obiettivo è sviluppare una consapevolezza attiva degli spazi vissuti, dal proprio ambiente domestico al contesto collettivo e stimolare la capacità di ripensarli e trasformarli.
Educare allo spazio significa fornire strumenti per interpretarlo, abitarlo in modo più consapevole e partecipare al suo cambiamento. Comprendere lo spazio, infatti, significa anche migliorare la qualità della vita e delle relazioni che in esso si costruiscono.
Quaderno bianco con una sola istruzione: “Autoritratto distorto in 10 secondi”. Distorsione di un ritratto, si azzera la paura del disegno, della performatività estertica. Il volto è già distorto, il ritratto non rimane più nel reale ma nel libero potenziale.
De Scondion
Dopo mesi di lavoro, oltre l’80% dei graffiti è stato decifrato e catalogato. Tutto il materiale è stato raccolto in un book fotografico dedicato e l’obiettivo finale è rendere questo patrimonio accessibile alla comunità, valorizzando la storia del Palazzo Assessorile.
Immagini di soli pixel. L’estetica è l’unica cosa in grado di legare questo materiale. La fanzine scompare se ogni pagina viene strappata e posizionata sul muro. Le pagine diventano modulo e il modulo diventa immagine.
La fanzine esclude l’immagine e viceversa.
Il progetto in questione si sviluppa come una fanzine caotica. Le immagini sono composte da pixel bianchi e neri. L’estetica è l’unica cosa in grado di legare questo materiale.
Il progetto si modifica se ogni pagina viene strappata e posizionata sul muro. Le pagine diventano modulo e il modulo diventa immagine.
La fanzine esclude l’immagine e viceversa.